Le andature spiegate: guida per principianti agli angoli di vela
Sailing 9 agosto 2026 · 5 min read

Le andature spiegate: guida per principianti agli angoli di vela

Impara le andature, dalla bolina stretta al gran lasco, e capisci come l'angolo di una barca a vela rispetto al vento cambia il modo di regolare le vele.

Una delle prime cose che ogni nuovo velista deve capire è che una barca non può navigare in ogni direzione con uguale facilità. Dove puoi andare, e come regoli le vele per arrivarci, dipende interamente dall’angolo tra la tua barca e il vento. Questa relazione è descritta da un insieme di posizioni con un nome chiamate andature. Una volta che riesci a immaginarle, tutta la questione del governare e regolare inizia ad avere senso, perché non reagisci più alla cieca a vele che sbattono ma leggi il vento come una mappa.

Questa guida percorre ogni andatura in un cerchio logico, partendo dal navigare il più vicino possibile al vento e arrivando fino a navigare direttamente lontano da esso. Pensalo come imparare le marce di una barca a vela: ciascuna ha il suo scopo, la sua sensazione e i suoi limiti.

La zona morta

Direttamente contro il vento è dove una barca a vela semplicemente non può andare. Se punti la prua diritto contro il vento, le vele sbattono inutilmente come bandiere e la barca perde spinta e rallenta fino a fermarsi. I velisti lo chiamano essere “in fil di ruota”. La zona morta si estende all’incirca 45 gradi per lato rispetto al vento reale, formando un cuneo di circa 90 gradi in cui la navigazione in avanti è impossibile.

Capire questa zona morta è il fondamento di tutto il resto. Non puoi navigare verso un punto direttamente sopravvento in linea retta. Devi invece avvicinarti a zig-zag, una tecnica trattata dalla virata (bordeggio). Per ora, ricorda semplicemente che l’occhio del vento è territorio proibito, e ogni altra andatura è definita da quanto ti sei allontanato da esso.

Bolina stretta

La bolina stretta è navigare il più vicino possibile al vento consentito dalla tua barca, proprio al margine della zona morta, tipicamente a circa 45 gradi dal vento reale. Le vele sono cazzate strette, quasi lungo l’asse longitudinale della barca. È l’andatura che usi quando la tua destinazione è sopravvento e devi guadagnare terreno contro di essa.

La navigazione in bolina stretta dà una sensazione vivace. La barca sbanda, il vento sembra forte sulla coperta, e piccoli errori di governo si manifestano subito come vele che fileggiano o velocità persa. I principianti la trovano spesso l’andatura più impegnativa perché richiede attenzione costante per tenere la barca nello stretto solco tra puntare troppo alto, dove le vele sbattono, e poggiare troppo, dove si perde terreno sopravvento.

Bolina larga

Allontanati un po’ di più dal vento e arrivi alla bolina larga, che si colloca tra la bolina stretta e il traverso, all’incirca da 60 a 80 gradi rispetto al vento. Le vele sono lascate leggermente rispetto alla bolina stretta. La bolina larga è comoda ed efficiente, offrendo buona velocità con meno sbandamento e meno sforzo rispetto al navigare stretti al vento.

Molti velisti considerano le andature di lasco le più piacevoli, e la bolina larga è dove quel piacere inizia. La barca è veloce, equilibrata e reattiva, e c’è margine sufficiente dalla zona morta da non dover lottare per tenere le vele piene.

Traverso

Quando il vento arriva direttamente di lato alla barca, a 90 gradi rispetto alla tua rotta, sei al traverso. È spesso l’andatura più veloce e facile. Le vele sono lascate a circa 45 gradi, la barca è più piatta e avanza spedita e fluida. Se stai imparando a navigare, il traverso è un posto meraviglioso per costruire sicurezza, perché la barca sembra stabile e indulgente.

Al traverso il vento apparente è forte e costante, e il governo è semplice. È l’andatura che gli istruttori di vela usano spesso per insegnare le basi della regolazione, perché la relazione tra vento, vela e barca è facile da percepire.

Gran lasco

Naviga ancora più lontano dal vento, così che la brezza arrivi dall’angolo posteriore della barca, e sei al gran lasco, da qualche parte intorno a 120-150 gradi rispetto al vento. Le vele sono lascate abbondantemente, e la barca procede comoda con il vento che spinge da dietro e di lato. È un’andatura rilassata e veloce, anche se la sensazione di velocità è meno evidente perché il vento apparente cala mentre ti muovi con la brezza invece che contro.

Poppa (fil di lasco)

Infine, quando il vento è direttamente dietro di te, sei in poppa, ovvero navighi in fil di lasco. La randa è lascata tutta fuori, e su molte barche una seconda vela può essere armata sul lato opposto per catturare più vento, un trucco chiamato navigare “a farfalla”. La poppa dà una sensazione calma e silenziosa perché la barca si muove con il vento, ma richiede attenzione. Il boma è molto fuori e uno spostamento accidentale del vento sul lato sbagliato può farlo passare violentemente attraverso la barca in una strambata incontrollata. Per questo molti velisti evitano di navigare in fil di lasco e preferiscono invece navigare una serie di gran laschi.

Leggere il vento sull’acqua

Conoscere i nomi è solo metà dell’abilità. La vera arte è percepire su quale andatura ti trovi senza guardare gli strumenti. Osserva i filetti segnavento che sventolano sulle vele, senti il vento sul viso e sul collo, e guarda le increspature e le bandiere sull’acqua e sulla riva. Con la pratica darai un’occhiata alle vele e saprai all’istante se cazzare o lascare. Se vuoi costruire quell’istinto in modo strutturato, il corso boatingexamine abbina una teoria chiara a punti di verifica pratici, così le andature restano impresse.

Domande frequenti

Perché una barca a vela non può navigare direttamente contro il vento? Perché le vele devono lavorare a un angolo rispetto al vento per generare spinta in avanti. Puntala diritta contro e il vento spinge semplicemente in egual modo su entrambi i lati della vela, così questa sbatte e la barca si ferma.

Qual è l’andatura più veloce? Per la maggior parte delle barche da crociera il traverso o il gran lasco sono i più rapidi, poiché le vele possono generare forte spinta mentre la barca resta relativamente piatta. L’angolo esatto più veloce varia in base al tipo di barca e alle condizioni.

Cosa significa essere “in fil di ruota”? Significa che la prua punta nella zona morta, le vele sbattono e la barca ha perso l’abbrivio in avanti e il governo. Ci si riprende lasciando arretrare leggermente la barca e governando la prua verso un’andatura praticabile.

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