Una barca a vela non può navigare direttamente controvento e non può nemmeno mantenere all’infinito la stessa rotta, quindi prima o poi bisogna cambiare il lato della barca su cui soffia il vento. Ci sono esattamente due modi per farlo: puoi far passare la prua attraverso il vento, ed è la virata, oppure far passare la poppa attraverso il vento, ed è la strambata. Queste due manovre sono le rotazioni fondamentali della vela, e ogni uscita in acqua le prevede. Imparare a eseguirle in modo fluido e sicuro è uno dei passaggi più gratificanti nel diventare un velista competente.
Questa guida spiega cos’è ciascuna manovra, quando conviene usarla e come eseguirla passo dopo passo. Affronta anche gli aspetti di sicurezza più importanti, soprattutto per la strambata, che comporta rischi maggiori se eseguita con leggerezza.
Capire la differenza
Il vento soffia su un lato della barca alla volta. Quando arriva dal lato destro, sei mure a dritta; quando arriva dal lato sinistro, sei mure a sinistra. Sia la virata sia la strambata portano la barca da un lato all’altro, ma seguono percorsi opposti per arrivarci.
La virata fa passare la prua attraverso l’occhio del vento. Per un istante la barca punta direttamente controvento e le vele sventolano, poi il vento le riempie sul nuovo lato. La strambata fa il contrario: fai passare la poppa attraverso il vento, così il vento attraversa la parte posteriore della barca e le vele passano da un lato all’altro. La virata avviene navigando di bolina; la strambata avviene navigando in poppa.
Come si vira
La virata è di solito la prima manovra che un velista alle prime armi impara, perché è la più dolce delle due. Poiché le vele attraversano la zona senza vento mentre la prua passa attraverso il vento, perdono potenza per un attimo e passano dall’altra parte senza violenza.
Per virare, controlla prima che l’acqua attorno a te sia libera e scegli una nuova rotta di circa 90 gradi rispetto a quella attuale. Avvisa l’equipaggio gridando “pronti a virare” e, quando tutti sono pronti, grida “viro” o “orza a segno” e porta la prua in modo fluido verso e attraverso il vento. Mentre la barca ruota, il fiocco comincerà a sventolare: molla la sua scotta sul vecchio lato e cazzala sul nuovo. La randa in genere si regola da sola, passando dall’altra parte mentre la barca si assesta sulle nuove mure. Ruota quel tanto che basta a riempire le vele sul nuovo lato, poi raddrizza e regola.
L’errore più comune dei principianti è ruotare troppo lentamente, il che lascia la barca bloccata controvento e “in stallo”. Impegnati nella rotazione con un movimento deciso della barra o del volante e sfrutta l’abbrivio per passare attraverso il vento.
Come si stramba
La strambata fa passare la poppa attraverso il vento, ed è qui che sta la difficoltà. Poiché navigando in poppa le vele sono gonfie e ben lascate, il vento afferra la parte posteriore della randa e sbatte il boma da un lato all’altro con notevole forza. Una strambata incontrollata può ferire l’equipaggio, danneggiare l’attrezzatura o gettare qualcuno in mare, quindi tutto il senso di una buona strambata è controllare quello slancio.
Per strambare in sicurezza, assicurati prima che la zona sia libera e avvisa l’equipaggio con “pronti a strambare”. Prima che il vento attraversi la poppa, cazza la scotta della randa così da portare il boma verso il centro della barca, riducendo la distanza e la velocità con cui si sposterà. Porta la poppa attraverso il vento e, mentre la randa passa sul nuovo lato, molla di nuovo la scotta in modo controllato così che il boma si assesti dolcemente invece di sbattere di colpo. Nel frattempo cambia il fiocco di lato come in una virata. Tieni la testa bassa per tutto il tempo: il boma spazza basso attraverso il pozzetto.
Con vento forte la strambata richiede rispetto. Molti velisti da crociera scelgono di passare da una mura all’altra in poppa girando dalla parte lunga, virando attraverso il vento, proprio per evitare una strambata violenta.
Scegliere quale manovra usare
La scelta di solito si fa da sé. Se navighi controvento o al traverso e vuoi cambiare mure, viri. Se navighi in poppa e devi portare il vento sull’altro lato, strambi. Ma c’è anche del giudizio in gioco. La virata fa perdere un po’ di velocità e di strada perché la barca rallenta attraversando il vento, mentre la strambata mantiene la velocità ma comporta più rischio. Con tempo duro un equipaggio esperto valuta la calma sventolante di una virata contro la potenza improvvisa di una strambata e sceglie l’opzione più sicura per le condizioni.
Esercitarsi finché non diventa istinto
Entrambe le manovre premiano la ripetizione. In una giornata di addestramento vale la pena virare avanti e indietro su un tratto d’acqua più e più volte finché la sequenza di timonare, mollare e regolare non scorre senza pensarci, per poi fare lo stesso con strambate delicate in vento leggero prima ancora di tentarne una con vento forte. Un coordinamento chiaro tra timoniere ed equipaggio, con comandi concordati, trasforma una confusione in una routine fluida. Un corso strutturato come boatingexamine può darti gli esercizi pratici e la teoria fianco a fianco, così le manovre diventano istintive.
Domande frequenti
Qual è la differenza principale tra virata e strambata?
La virata fa passare la prua attraverso il vento e si usa navigando controvento; la strambata fa passare la poppa attraverso il vento e si usa navigando in poppa. In una strambata il boma si sposta con molta più forza.
Perché la strambata è più pericolosa della virata?
Perché le vele sono piene di vento quando il boma passa dall’altra parte, e si muove veloce e con forza. Controllare la scotta della randa durante la strambata è essenziale per evitare lesioni o danni.
Cosa significa essere “in stallo”?
Significa che hai iniziato una virata ma hai perso l’abbrivio controvento, così la barca si è fermata con le vele che sventolano e senza governo. Per riprenderti, lascia che la barca scada leggermente all’indietro e portala su un’andatura utile.
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